Trend: Calo di consumo di farina integrale in Europa

Boom di consumi di pasta integrale in Italia

 

C’è una grande differenza tra cereali e prodotti di cereali di farine raffinate o integrali, come avete già potuto leggere nei nostri articoli del blog riguardo a questo argomento. Sia per via del loro alto contenuto di sostanze nutritive che quello di fibre alimentari che i prodotti di farina integrale vincono riguardo ai prodotti di farina raffinata. [1] Ciò risulta sia dal senso di sazietà più duraturo che dall´ effetto salutare olistico. Non per niente i prodotti di cereali integrali vengono raccomandati dalla SINU (SOCIETÀ ITALIANA DI NUTRIZIONE UMANA. [2]

Ma qual´è il motivo per cui agli inizi del ventesimo secolo l’umanità iniziò a produrre farine raffinate invece che integrali? La risposta è: Per aumentare la conservazione della farina. Il germe e parte dei tegumenti esterni o crusca (che protegge il seme all’esterno) sono più nutritive ma anche più deperibili. Così iniziarono a macinare solo l’endosperma (la parte interna del chicco) e pruderre farina bianca raffinata. Ciò significa un aumento di lavoro e fasi operative e il prezzo salì. La farina bianca divenne così un prodotto per „classi sociali più alte “, perchè solo loro potevano permettersela, considerata anche più salutare perché più pregiata. Ma quello che fu uno „status symbol“ è diventato oggi un prodotto di massa.

Se si osservano le statistiche del consumo di cereali in Germania e Italia, possiamo constatare che il consumo dei cereali anche integrali è calato nel corso degli anni. Se nel 1750 il consumo di cereali pro capite era di ben 255 chili all’anno – di cui 95% di farina integrale – così 200 anni più tardi (1950) il consumo pro capite annuo era di solo 99 chili, di cui il 30% farina integrale. Nel 2015 il consumo in Germania calò persino a 80 chili pro capite all’anno, quello della farina integrale all´11%. In Italia la situazione è un po’ diversa per via della pasta. Dall´2017 c’è un “Boom di consumi di pasta integrale, la sceglie 1 italiano su 2“. E nel 2019 gli italiani saranno pronti a spendere anche di più per prodotti bio e farine integrali.[3]

In media peró lo status quo del consumo di farina integrale in Europa non corrisponde esattamente alle raccomandazioni nutrizionali della SINU e dell´ IUNS (la società di nutrizione europea). Per questo motivo è nel nostro interesse informarVi regolarmente sui vantaggi del consumo di farina integrale, ricca di fibre alimentari e sostanze nutritive. E con un mulino dei Macinacereali di Salisburgo potete macinare e produrre ogni giorno quando ne avete bisogno la vostra farina integrale.

 

Fonti:

Rittenau, N. (2019): Vegan-Klischee ade! Wissenschaftliche Antworten auf kritische Fragen zu veganer Ernährung. Mainz: Ventil Verlag UG & Co. KG, S. 238-240

https://www.vinosano.com/tanti-benefici-ma-scarso-lutilizzo-delle-farine-integrali-il-documento-europeo/

 

[1] https://getreidemuehle.com/de/naehrstoffgehalte-von-vollkorn-und-nicht-vollkorngetreideprodukten-im-vergleich/

[2]https://iuns.org/resources/italy-annual-report/,

https://getreidemuehle.com/de/getreideprodukte-aus-vollkorn-von-oege-und-dge-empfohlen/

https://www.benessere360.com/crusca.html

[3] http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2017/07/06/consumi-boom-pasta-integrale-la-sceglie-1-italiano-su-2_7221114b-72dc-4b32-a745-5916b1c75ffb.html, http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/in_breve/2019/01/04/nel-2019-italiani-pronti-a-spendere-di-piu-per-lalimentare_2f8711de-2cc3-4355-8920-442658f60097.html